Ritorno a Cold Mountain: analisi del film [1]

Ho spiegato il mio amore per tutto ciò che è “americano” nel primissimo articolo online: Com’è nato il mio amore per l’Americanistica.

Colgo l’occasione qui per appuntare che, sebbene effettivamente l’aggettivo “americano” non si riferisca soltanto all’America del Nord (agli Stati Uniti), ma includa anche l’America Centrale e l’America Latina (le AmerichE), mi permetto di arrogarmi il diritto di riferirmi con “americano” a qualsiasi cosa che riguardi gli Stati Uniti per pura semplicità dell’impostazione dei discorsi.

Detto ciò, riparto dal primo articolo e analizzo 11 secondi, apparentemente insignificanti, del film Ritorno a Cold Mountain.

Partono dal minuto 5.20 e terminano al 5.31. Puoi vederli qui: https://www.youtube.com/watch?v=x5fbYJMEyes

Si nota chiaramente che si è in guerra e ci sono 2 uomini che combattono: l’uomo a sinistra indossa una giubba blu, divisa storica dei soldati nordisti sempre ben distinti, curati ed eleganti; l’uomo a destra indossa una camicia stracciata, segno chiaro della sua appartenenza all’esercito sudista.

Analisi delle divise

Sono certa che la costumista del film abbiamo voluto ben sottolineare in questi 11 e preziosissimi secondi una distinzione ben netta tra i due uomini, che diventano in questo contesto emblemi storici di tutta la Guerra:

il Nord benestante, pieno di armi e ricchezze e vincitore della Guerra di Secessione che riesce a permettersi una divisa dignitosa e combatte per una giusta causa: abolire lo schiavismo americano.

VS

il Sud povero, straccione, logoro, senza divisa né speranze di vincere una Guerra fondata sul banale pretesto di voler continuare a sfruttare gli Afroamericani come schiavi nei campi.

Analisi degli uomini

Forse questa è l’analisi più profonda di questi 11 straordinari secondi, perché la causa (una delle cause) di questa Guerra è incarnata nell’uomo dalla giubba blu.

Un uomo nordista, che viene quindi da Stati in cui lo schiavismo non è più in vigore, ma si tratta di un uomo Afroamericano! Interpreto la sua inquadratura come se questo soldato semplice rappresentasse la ribellione, che avevano nel sangue tutti i suoi compagni sventurati del Sud. Come la loro voglia di combattere.

Lui, combatte contro un Nativo (termine specifico per indicare quello sbagliato “indiano”). La cosa è assurda. Un Nativo che combatte per lo schiavismo? Un Nativo che sa, che è cosciente che altri Nativi, veri ed originali abitanti di quel continente, sono stati uccisi, sterminati, da persone alla pari dei generali “americani” che comandano lui ed il suo esercito, perché diversi, proprio come il suo nemico afroamericano?

Quali migliori immagini per rappresentare la folle ed inutile causa di tutta la Guerra di Secessione, se non quelle di questi 11 secondi?

Conclusione

Questi 11 secondi esprimono solo una delle infinite contraddizioni, che riguardano l’America del Nord e la sua storia.

Due “razze”, due etnie sfruttate, massacrate dall’americano “bianco” che, invece di unirsi e lottare contro l’oppressore “bianco”, si uccidono tra di loro sotto il comando dello stesso sfruttatore “bianco”.

Come può verificarsi un simile contrasto?

Mi sono sempre spiegata questo, ripensando alla genesi americana. Gli americani hanno sempre avuto questo savoir faire del lavaggio di cervello innato in loro... Però, approfondirò questo aspetto in un altro articolo!

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